Riapre Palazzo Pallavicini, con la mostra dedicata a Robert Doisneau

Trascorsi pochi giorni dall’annunciata riapertura dei musei italiani prevista per il 18 maggio, anche Palazzo Pallavicini si prepara alla graduale uscita dal lockdown, adottando tutte le misure per garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale a tutela della sicurezza di tutti, dei visitatori e del suo Staff.

Le porte di Palazzo Pallavicini si apriranno al pubblico e le luci si potranno riaccendere sulle poetiche immagini dell’autore del “bacio” più famoso e discusso della storia della fotografia, presente tra le 143 immagini in mostra. L’esposizione dedicata alla street photography dell’artista parigino Robert Doisneau, aprirà in tutta sicurezza giovedì 21 maggio e sarà prorogata fino al 21 luglio 2020 seguendo e ampliando il piano già adottato nel corso della conferenza stampa della mostra del 5 marzo e alla breve, se pur partecipata, apertura al pubblico dei due giorni successivi. (VIDEO)

Il bookshop della mostra è già online per l’acquisto e la spedizione di libri e cataloghi. Potenziata la prenotazione online dei biglietti con fascia oraria e capienza massima contemporanea ridotta, predisposte paratie in plexiglass per la biglietteria e il bookshop.

Così dal 21 maggio al 21 luglio 2020 da Via San Felice 24 a Bologna, si potrà di nuovo percorre il prestigioso scalone di Palazzo Pallavicini a ingressi contingentati, rispettando il distanziamento sociale e con il suggerimento rivolto a tutti i visitatori di indossare i dispositivi di protezione personale per tutelare sé stessi e gli altri.

Ritorniamo dove ci siamo lasciati, fiduciosi di poterci incontrare di nuovo tra le meraviglie della storia dell’arte, convinti che la cultura possa donarci gli stimoli fondamentali per ripartire più forti e consapevoli.

La Mostra

La mostra ROBERT DOISNEAU a cura dell’Atelier Robert Doisneau (Montrouge, Fr) è organizzata da Pallavicini s.r.l. di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci in collaborazione con diChroma photography. L’esposizione è il risultato di un ambizioso progetto del 1986 di Francine Deroudille e Annette Doisneau – le figlie del fotografo – che hanno selezionato da 450mila negativi, le immagini in mostra che ci raccontano l’appassionante storia autobiografica dell’artista.

I sobborghi grigi delle periferie parigine, le fabbriche, i piccoli negozi, i bambini solitari o ribelli, la guerra dalla parte della Resistenza, il popolo parigino al lavoro o in festa, gli scorci nella campagna francese, gli incontri con artisti e le celebrità dell’epoca, il mondo della moda e i personaggi eccentrici incontrati nei caffè parigini, sono i protagonisti del racconto fotografico di un mondo che “non ha nulla a che fare con la realtà, ma è infinitamente più interessante”. Doisneau non cattura la vita così come si presenta, ma come vuole che sia. Di natura ribelle, il suo lavoro è intriso di momenti di disobbedienza e di rifiuto per le regole stabilite, di immagini giocose e ironiche giustapposizioni di elementi tradizionali e anticonformisti.

Influenzato dall’opera di André Kertész, Eugène Atget e Henri Cartier-Bresson, Doisneau conferisce importanza e dignità alla cultura di strada, con una particolare attenzione per i bambini, di cui coglie momenti di libertà e di gioco fuori dal controllo dei genitori, trasmettendoci una visione affascinante della fragilità umana.

Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti; nessun regista può ricreare l’inaspettato che trovi per strada.
Robert Doisneau

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