L’utilizzo di di armi biologiche, laser e a frammentazione è un crimine di guerra

Rafforzamento del diritto internazionale umanitario: l’uso di armi biologiche, armi laser e armi a frammentazione è considerato un crimine di guerra.

La Corte penale internazionale (CPI) punirà l’uso di armi biologiche, armi laser accecanti e alcuni tipi di armi a frammentazione come crimini di guerra: la Svizzera ha ratificato il relativo emendamento dello Statuto di Roma e ha consegnato oggi lo strumento di ratificazione all’ONU di New York. L’emendamento, che per la Svizzera entrerà in vigore il prossimo anno, è volto a migliorare la protezione delle persone nelle zone di guerra. La promozione del diritto internazionale umanitario è una componente fondamentale della politica estera svizzera.

Il diritto internazionale umanitario ha lo scopo di salvare vite, alleviare le sofferenze e preservare una dimensione di umanità nei conflitti armati. Per le persone che si trovano nelle zone di guerra, le violazioni del diritto internazionale umanitario hanno conseguenze drammatiche. Al fine di garantire iniziative di pace a livello globale e assicurare una stabilità duratura è essenziale che i crimini di guerra non restino impuniti. Nel dicembre 2017 gli Stati contraenti della CPI hanno quindi deciso di ampliare l’articolo 8 dello Statuto di Roma e di rendere punibile come crimine di guerra a livello internazionale l’uso di tre tipi di armi: le armi biologiche, le armi laser accecanti e le armi che feriscono mediante schegge non localizzabili con i raggi X.

In Svizzera punibili come crimini di guerra dal 2011
L’ampliamento della competenza della Corte rafforzerà la giustizia penale internazionale e fornirà una migliore protezione alle persone nelle zone di guerra. La promozione del diritto internazionale umanitario è una componente essenziale della politica estera svizzera. Guidata dalla sua tradizione umanitaria, la Svizzera si impegna da decenni per vietare l’uso di queste armi, che ha reso punibile come crimine di guerra nella sua legislazione già nel 2011. Nel dicembre dello scorso anno l’Assemblea federale ha poi approvato l’emendamento dello Statuto di Roma. Una volta scaduto il termine per il referendum obbligatorio, la Svizzera ha potuto presentare ufficialmente lo strumento di ratifica.

La lotta contro l’impunità per le violazioni del diritto internazionale.

Con la ratifica degli emendamenti la Svizzera contribuisce all’applicazione del diritto internazionale umanitario e a garantire giustizia per le vittime dei crimini di guerra. Così facendo, consolida un prerequisito fondamentale per prevenire efficacemente i crimini di guerra, mantenere la pace in modo duraturo e, da ultimo, assicurare la stabilità. Nel contempo, ribadisce il suo pieno sostegno alla CPI come parte integrante di un ordine basato sul diritto. La Corte costituisce un importante risultato internazionale nella lotta contro l’impunità per i crimini più gravi. Attraverso un perseguimento penale coerente, contribuisce all’applicazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani a livello globale. Alla luce di ciò, la Svizzera ha deplorato le recenti sanzioni contro la CPI, i suoi collaboratori e collaboratrici e le loro famiglie. La Corte, con sede all’Aia (Paesi Bassi), persegue e punisce singole persone accusate dei crimini più gravi: genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimine di aggressione. In linea di principio, il perseguimento di singole persone è di competenza dei rispettivi Paesi. La CPI entra in gioco quando uno Stato interessato non è disposto o non è in grado di perseguire queste violazioni. Il fondamento giuridico della Corte nel diritto internazionale pubblico è lo Statuto di Roma del 1998. La Svizzera si è sempre impegnata fortemente a favore della CPI e ha ratificato lo Statuto di Roma nel 2001. Attualmente tale Statuto conta 123 Parti contraenti in tutto il mondo.

Link Consiglio Federale Svizzero.

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