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Diritti umani, Istituzioni e Diritti

Il Consiglio federale adotta il rapporto Democratizzazione delle Nazioni Unite

Il Consiglio federale adotta il rapporto sul postulato Democratizzazione delle Nazioni Unite.

Il 4 dicembre 2020, il Consiglio federale ha adottato il rapporto «Democratizzazione delle Nazioni Unite» in adempimento del postulato 18.4111 del consigliere agli Stati Daniel Jositsch, nel quale dichiara di essere giunto alla conclusione che non si può riconoscere un «deficit democratico» delle Nazioni Unite (ONU). La creazione di nuovi organi, come per esempio un’Assemblea parlamentare, non è realistica vista l’attuale situazione politica globale e non è nemmeno necessariamente nell’interesse della Svizzera. Allo stesso tempo, il Consiglio federale sottolinea l’importanza di riforme e fornisce spunti di riflessione per altre possibilità di partecipazione del Parlamento svizzero.

Il rapporto del Consiglio federale esamina dapprima la questione di un possibile «deficit democratico» dell’ONU da vari punti di vista. A tale scopo si basa su critiche avanzate regolarmente, come la mancanza di trasparenza, la scarsa inclusività e un’attenzione limitata a pochi temi.

Nessun «deficit democratico» delle Nazioni Unite, ma necessità di riforma
Sulla base di questa analisi il Consiglio federale non riconosce la presenza di un «deficit democratico» generale dell’ONU, ma è d’accordo con l’affermazione secondo cui l’Organizzazione debba essere sottoposta a riforme che le consentano di affrontare le sfide attuali e future. Per questo motivo la Svizzera sostiene attivamente le misure di riforma avviate nel 2017 dal Segretario generale dell’ONU e ne segue l’attuazione con occhio critico. Oltre ai tre grandi processi di riforma nei settori del sistema di sviluppo dell’ONU, della gestione e della pace e sicurezza, la Svizzera si adopera anche per altre riforme, per esempio nell’ambito del controllo dei metodi di lavoro del Consiglio economico e sociale dell’ONU (ECOSOC) o dell’architettura di pace dell’ONU.

Difficoltà a creare un’Assemblea parlamentare all’interno dell’ONU
Un’Assemblea parlamentare all’interno dell’ONU, a complemento della già esistente Assemblea generale, potrebbe avere diversi vantaggi. Ad esempio, potrebbe promuovere il dialogo politico e contribuire a rafforzare il controllo parlamentare sul lavoro internazionale. La sua creazione dovrebbe però affrontare molte sfide istituzionali e pratiche, tra cui il numero e l’elezione dei membri nonché il suo finanziamento, ma anche preoccupazioni riguardo a un possibile indebolimento dell’Assemblea generale dell’ONU e la questione di un’eventuale modifica necessaria dello Statuto dell’Organizzazione.

La creazione di un’Assemblea parlamentare è molto ambiziosa e potrebbe essere attuata solo con un ampio sostegno internazionale che, al momento, non è dato e nemmeno prevedibile. A causa delle sfide pratiche e istituzionali e dell’attuale situazione politica globale, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che la creazione di un’assemblea di questo tipo al momento non sia realistica. Inoltre, non sarebbe nell’interesse della Svizzera a causa di una possibile discriminazione dei Paesi più piccoli in termini di popolazione e dei mutamenti degli equilibri geopolitici.

Possibilità di coinvolgere il Parlamento svizzero
Il rapporto si conclude con un capitolo sulle possibilità esistenti per una partecipazione del Parlamento svizzero alla definizione della politica ONU del nostro Paese. Il Consiglio federale ritiene che soprattutto la promozione della cooperazione tra l’Unione interparlamentare (UIP) e l’ONU potrebbe offrire opportunità interessanti. Il rapporto fornisce, inoltre, alcuni spunti di riflessione per ulteriori possibilità di partecipazione del Parlamento, la cui attuazione è in gran parte di competenza di quest’ultimo.

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