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Diritti umani, Istituzioni e Diritti

Bielorussia: il Consiglio federale estende le sanzioni

Bielorussia: il Consiglio federale estende le sanzioni

L’11 dicembre 2020 il Consiglio federale ha esteso le sanzioni nei confronti della Bielorussia. Sono state disposte sanzioni finanziarie e un divieto di ingresso e transito per 15 persone, tra cui il presidente Alexander Lukaschenko. Le nuove misure entrano in vigore l’11 dicembre 2020 alle ore 18:00.

L’estensione delle sanzioni è in linea con le decisioni emanate dall’UE il 6 novembre 2020. Le 15 nuove persone incluse nell’allegato 1 dell’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Bielorussia (RS 946.231.116.9) sono accusate di violenze e arresti arbitrari dopo le contestate elezioni svoltesi nel Paese. Oltre al presidente Lukaschenko, tra le persone sanzionate vi è anche suo figlio – nonché consigliere per la sicurezza nazionale – Viktor Lukaschenko. I loro valori patrimoniali sono bloccati ed è fatto loro divieto di entrare e transitare in Svizzera. I valori soggetti al blocco devono essere notificati immediatamente alla SECO.

Inoltre, il Consiglio federale ha deciso di inserire nell’ordinanza un embargo sui beni d’armamento e sui beni che potrebbero essere utilizzati per la repressione interna. Questa misura era stata adottata dall’UE già nel 2011; in Svizzera finora è stata applicata in gran parte in base alla legislazione sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego. Integrando l’embargo sui beni d’armamento e sui beni che potrebbero essere utilizzati per la repressione interna, il Consiglio federale reagisce al protrarsi della repressione contro la popolazione civile e i partiti di opposizione in Bielorussia.

Già il 12 ottobre 2020, alla luce degli eventi verificatisi dopo le elezioni presidenziali, il DEFR aveva inserito altre 40 persone fisiche nell’elenco delle persone soggette a sanzioni contenuto nell’allegato dell’ordinanza, conformandosi alle sanzioni emanate dall’UE il 2 ottobre.

Il 28 giugno 2006, in conformità con quanto deciso dall’UE, il Consiglio federale aveva ordinato misure coercitive. Da allora l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Bielorussia e il relativo allegato con i nomi di persone fisiche, imprese e organizzazioni soggette a sanzioni sono stati più volte modificati. Per poter recepire le nuove misure è stato necessario sottoporre l’ordinanza a una revisione totale.

La Svizzera è molto preoccupata per l’acuirsi delle tensioni e invita il governo bielorusso a dialogare con la società civile. Chiede inoltre al governo di rispettare i suoi impegni internazionali in materia di diritti umani: in particolare di garantire la libertà d’opinione e la libertà di riunione e di associazione, di scarcerare tutte le persone detenute indebitamente e di indagare sugli atti di tortura e sui maltrattamenti perpetrati dalle forze di sicurezza.

Link Consiglio Federale svizzero.