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Ambiente

Cingolani all’Onu: gestire risorse idriche per ridurre effetti della pandemia

Cingolani videoconferenza Onu

Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani all’Onu: “gestire le risorse idriche per ridurre gli effetti della pandemia, Italia in prima linea”.

L’intervento del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani intervenuto all’incontro sull’acqua convocato dal presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
Roma, 18 marzo 2021 – “In questo momento storico, la gestione responsabile delle risorse naturali, e in particolare dell’acqua, può aiutare a prevenire disastri ambientali e sociali, rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari e idrici, ridurre gli effetti della pandemia sulla povertà mondiale e sulla insicurezza alimentare”. Per questo il sesto obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile (ossia quello di garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie) deve essere una “priorità nell’agenda politica nella prospettiva di un mondo post pandemia inclusivo e sostenibile”. Così il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervenuto oggi all’incontro sull’acqua convocato dal presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

“Viviamo in un tempo in cui il nostro futuro e il nostro benessere sono a rischio, con l’emergere di nuove diseguaglianze e vulnerabilità: l’acqua pro capite disponibile va diminuendo a causa dell’incremento della popolazione e della crescita della domanda di acqua da alcuni settori produttivi, come l’agricoltura, l’industria e l’energia” ha spiegato Cingolani nel corso dell’incontro ‘Urgent action on water for 2030 and a sustainable and resilient recovery from  the covid-19 pandemic’. “Allo stesso tempo – ha proseguito – sempre più aree del Pianeta sono colpite da carenza idrica, desertificazione e dagli effetti negativi del cambiamento climatico”.

“L’acqua è un assetto vitale per tutti gli esseri umani e un elemento centrale in tutte le culture  – ha affermato il ministro – Come dichiarato nel 2010 dalla Assemblea Generale, quello all’acqua potabile e sicura e alle strutture igienico sanitarie è un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani. In questa prospettiva, il sesto Goal dell’agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile è un risultato fondamentale. L’Italia sta supportando da tempo i Paesi in via di sviluppo per consentire loro di implementare tale risultato. Promuoviamo una inclusiva e integrata gestione delle risorse idriche come fattore chiave per lo sviluppo sostenibile, il benessere e la prevenzione dei conflitti. Abbiamo inoltre offerto in nostro supporto per favorire la partecipazione delle comunità locali nella gestione dell’acqua nelle aree rurali, promuovendo l’irrigazione efficiente in agricoltura”.

“L’Italia – ha continuato Cingolani – sta lavorando molto per migliorare la sua gestione delle risorse idriche, per sviluppare nuove tecnologie e, attraverso la legislazione europea, per sviluppare un approccio olistico e una nuova governance in grado di armonizzare i vari bisogni collegati all’acqua, vale a dire quelli derivanti dai settori agricolo, urbano e industriale con quelli dell’inquinamento, del clima e della protezione della biodiversità. Questo approccio è fondamentale se vogliamo perseguire una inclusiva transizione ecologica”.