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Diritti umani, Istituzioni e Diritti

Il Consiglio dei diritti umani adotta due iniziative presentate dalla Svizzera

Svizzera

Il Consiglio dei diritti umani adotta due iniziative presentate dalla Svizzera.

Berna, 23.03.2021 – Il Consiglio dei diritti umani (CDU) a Ginevra ha concluso oggi la sua 46a sessione dopo oltre quattro settimane di lavori, svoltisi in forma virtuale. Il consigliere federale Ignazio Cassis, con oltre 120 alti funzionari, ha partecipato alla parte iniziale. In tale contesto, il CDU ha adottato due risoluzioni presentate dalla Svizzera insieme ai suoi Stati partner. Con la prima risoluzione la Svizzera intende prolungare il mandato del relatore speciale sui diritti umani e l’ambiente. Con la seconda ribadisce quanto sia importante che tutti gli Stati membri dell’ONU partecipino ai lavori del CDU.

La 46a sessione del CDU è iniziata il 22 febbraio con il segmento di alto livello, a cui ha partecipato il consigliere federale Ignazio Cassis. Oltre 120 alti funzionari, un numero record, hanno preso la parola nel quadro di questo segmento, che per la prima volta si è tenuto virtualmente. Nel suo discorso come rappresentante del Paese ospite, il consigliere federale Cassis ha sottolineato come la pandemia abbia dimostrato l’importanza cruciale del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, siano essi il diritto alla vita, alla salute o alla formazione, e della libertà di accesso a informazioni affidabili. Come altri ministri, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha partecipato a un panel di alto livello sulla questione della pena di morte, nel corso del quale ha ribadito l’impegno della Svizzera a favore dell’abolizione universale della pena capitale.

Le due iniziative presentate dalla Svizzera hanno avuto grande successo. La prima, che verte sulla protezione dell’ambiente ed è stata presentata in cooperazione con il Costa Rica, le Maldive, il Marocco e la Slovenia, ha permesso di rinnovare il mandato del relatore speciale sui diritti umani e l’ambiente per un periodo di tre anni. La seconda iniziativa svizzera, invece, presentata con un gruppo interregionale composto di 24 Stati, prevede che a marzo 2022 tutti gli Stati membri dell’ONU, inclusi quelli che non possiedono una Missione permanente a Ginevra, partecipino alla sessione del CDU.

Nel corso della sessione la Svizzera si è inoltre pronunciata sulla situazione dei diritti umani in vari Paesi, soffermandosi in particolare sui diritti alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica. A questo proposito, ha sottolineato con preoccupazione l’ aumento globale degli attacchi contro le persone che difendono i diritti umani, contro i manifestanti e anche contro i giornalisti. La Svizzera intende inoltre portare avanti il proprio impegno nella lotta contro l’impunità sostenendo gli sforzi per documentare tutte le presunte violazioni del diritto internazionale affinché le persone colpevoli possano essere chiamate a risponderne. In quest’ottica ha offerto il proprio sostegno alla risoluzione sulla Bielorussia sollecitando l’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani a esaminare le presunte violazioni dei diritti umani commesse da maggio 2020. Inoltre la Svizzera ha sostenuto il rinnovo dei mandati della commissione d’inchiesta sulla Siria e della Commissione per i diritti umani nel Sudan del Sud.

La Svizzera ha anche colto l’occasione dei dialoghi con l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, e con vari esperti dell’ONU, per esprimere la propria posizione sulla situazione dei diritti umani, in particolare in Burundi, in Corea del Nord, in Eritrea, in Nicaragua, in Sri Lanka, nel Territorio palestinese occupato, in Venezuela e anche nello Yemen. In seguito alla presa di potere da parte delle autorità militari in Myanmar e allo svolgimento di una sessione straordinaria del CDU il 12 febbraio, la Svizzera ha espresso nuovamente i propri timori per la situazione. Si è inoltre associata a varie dichiarazioni congiunte iniziate da altri Stati sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia, in Egitto, nella regione del Tigrai in Etiopia, in Russia e in Venezuela.

Svolgendo online i lavori, il CDU è riuscito a conservare la propria capacità operativa per alleviare le conseguenze della pandemia di COVID-19 sui diritti umani e reagire alle situazioni attuali per quanto riguarda il rispetto di questi diritti nel mondo. Visto che un terzo dei membri del CDU viene rinnovato ogni anno, questa 46a sessione è stata segnata dal ritorno di Stati come membri del CDU come la Cina, la Francia, il Regno Unito e la Russia, e dal rientro degli Stati Uniti come Stato osservatore.