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Violenza di genere, Lamorgese: necessario l’impegno di tutti per riaffermare la cultura del rispetto

ministro Lamorgese

Violenza di genere, Lamorgese: necessario l’impegno di tutti per riaffermare la cultura del rispetto.

Il ministro alla Conferenza nazionale organizzata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e da UN.I.RE.
A 10 anni dalla firma della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, più conosciuta come Convenzione di Istanbul, è ancora attuale il dibattito sulla condizione della donna.

Ne è convinta il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, intervenuta da remoto oggi pomeriggio durante il primo panel della Conferenza nazionale “Il ruolo dell’università nel contrasto alla violenza di genere” organizzata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, in collaborazione con Università in Rete contro la violenza di genere (UN.I.RE.), trasmessa in diretta streaming dalla sala Capitolare presso il chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva.

Il punto di partenza per eliminare l’asimmetria di status ancora esistente che fomenta la violenza di genere è la riaffermazione della cultura del rispetto. Nonostante, infatti, negli anni sia stato fatto molto da punto di vista normativo – superando leggi addirittura discriminatorie come quella sul delitto d’onore per arrivare oggi al Codice rosso, che ha ampliato le tutele per le vittime introducendo anche nuove fattispecie di reato – «non basta ancora», ha affermato il ministro, annunciando che il ministero dell’Interno è al lavoro insieme con quello per le Pari opportunità e la famiglia su interventi migliorativi orientati soprattutto a dare più sicurezza alle donne.

Alcuni strumenti importanti già esistono, ha detto il ministro citando l’app Youpol, che permette alla vittima, soprattutto se bloccata tra 4 mura, di attivare gli interventi di soccorso con un semplice clic, e lo strumento Scudo, che consente alle Forze di polizia, ricevuta la segnalazione, di accedere in tempo reale ai dati su eventuali precedenti, anche se si tratta di un ambito caratterizzato da molto sommerso, dal «numero oscuro» dei reati che non vengono denunciati.

Per questo è fondamentale creare condizioni che aiutino le vittime a denunciare, che favoriscano l’emergere dei casi, ha proseguito il ministro Lamorgese riferendosi non solo alla formazione socio-culturale e psicologica degli operatori delle Forze di polizia – sulla quale c’è molta attenzione – ma anche a veri e propri spazi dedicati nelle caserme e nei commissariati, dove accogliere la donna maltrattata o il minorenne che assiste alla violenza, o subisce il maltrattamento. Spazi come “Una stanza tutta per sé”, al centro del protocollo siglato con l’associazione “Soroptimist international”.

Contribuiscono in questa direzione anche le campagne di sensibilizzazione e di informazione portate avanti dalla Polizia di Stato, come Questo non è amore, nell’ambito della quale da ultimo è stato firmato un protocollo con il Gruppo donne imprenditrici della Fipe-Confcommercio, e più in generale del fare rete tra istituzioni.

Esempio «straordinario» di questa collaborazione è il progetto UN.I.RE. che «con il coinvolgimento di tante eccellenze universitarie rende più efficace l’intervento di tutti». Un percorso da proseguire perché si realizzino «politiche mirate a diffondere tra i giovani princìpi fondati sul senso del rispetto e del valore delle diversità».

Alla conferenza, aperta dal video di saluti della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e introdotta dalla presidente della Commissione Valeria Valente, sono intervenute nello stesso panel i ministri per le pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, dell’Università e della Ricerca Cristina Messa e della Giustizia Marta Cartabia.