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Prima proiezione 2021: la pandemia da coronavirus causa nuovamente un elevato deficit di finanziamento

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Prima proiezione per il 2021: la pandemia da coronavirus causa nuovamente un elevato deficit di finanziamento.

Secondo la prima proiezione per l’anno in corso, la Confederazione si attende un deficit di finanziamento di 17,4 miliardi. Le prime stime lasciano intendere che nel 2021 le uscite straordinarie per arginare la pandemia da coronavirus ammonteranno a 16,4 miliardi. Nel bilancio ordinario è previsto un deficit di 2,4 miliardi.

La proiezione attuale è stata comunicata al Consiglio federale l’11 agosto 2021. Secondo le cifre disponibili a fine giugno, per il 2021 la Confederazione si attende un deficit di finanziamento record di 17,4 miliardi. Questo pesante deficit è dovuto nuovamente alle elevate uscite straordinarie per contrastare la pandemia, valutate a 16,4 miliardi. Stando alle prime stime, nel bilancio ordinario la Confederazione si aspetta un deficit di finanziamento di 2,4 miliardi a fronte dei 2 miliardi preventivati.
Come l’anno scorso la proiezione è legata a elevate incertezze, in particolare perché l’andamento della pandemia e l’ammontare effettivo delle uscite straordinarie sono difficilmente stimabili.

Minori entrate dall’imposta preventiva

Le entrate ordinarie dovrebbero essere di 1,3 miliardi inferiori a quanto preventivato (-1,7 %). Le minori entrate riguardano prevalentemente l’imposta preventiva (-1,9 mia.). Si presuppone che, analogamente al 2020, le imprese distribuiranno meno dividendi anche nel 2021.

In ambito di imposta federale diretta si prevede invece un aumento del gettito di circa 1,4 miliardi (+5,6 %). La buona evoluzione delle entrate nei primi mesi del 2021 mostra che i grandi contribuenti dell’imposta sull’utile sono meno colpiti dalla crisi rispetto a quanto temuto. Le uscite saranno verosimilmente di 0,9 miliardi inferiori al previsto (-1,2 %)

Una parte dei mezzi stanziati per le uscite legate alla COVID-19 rimarrà probabilmente inutilizzata

Le entrate straordinarie pari a 1,4 miliardi risultano quasi esclusivamente dalle distribuzioni supplementari della Banca nazionale svizzera (BNS; 1,3 mia.). Conformemente alla decisione del Consiglio federale, dal 2021 sono contabilizzate in modo straordinario al fine di ripianare una parte del debito dovuto al coronavirus.

Sul fronte delle uscite straordinarie, nel quadro del preventivo e delle aggiunte, per il 2021 il Parlamento ha stanziato consistenti uscite straordinarie dell’ordine di 21 miliardi per contenere le ripercussioni della pandemia. Gli importi più ingenti riguardano i provvedimenti cantonali per i casi di rigore (8,2 mia.), le indennità per lavoro ridotto (6 mia.), le prestazioni per le indennità di perdita di guadagno per COVID-19 a favore dei liberi professionisti (3,1 mia.), l’assunzione dei costi dei test COVID-19 (2,5 mia.) e il materiale medico compresi i vaccini (1,2 mia.).

Attualmente sembra che in alcuni settori le uscite effettive saranno inferiori a quelle approvate. Stando alle informazioni disponibili, l’aggravio reale ammonterà a 16,4 miliardi. Le uscite più contenute concernono soprattutto i settori appena menzionati. Tuttavia, le stime sono ancora legate a grandi incertezze.

Informazioni generali sulla proiezione

In virtù della legge sul Parlamento, il Consiglio federale fa allestire entro il 30 giugno e il 30 settembre di ogni anno un calcolo approssimativo del risultato prevedibile dell’esercizio e ne riferisce al Parlamento. La proiezione costituisce una stima e va pertanto interpretata con cautela. Come si è visto l’anno scorso, la sua incertezza è particolarmente elevata e dipende dal futuro sviluppo della pandemia.

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