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Un nuovo rapporto analizza le disparità di trattamento dirette tra donne e uomini nel diritto federale

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Un nuovo rapporto analizza le disparità di trattamento dirette tra donne e uomini nel diritto federale.

Berna, 10.12.2021 – Nella sua seduta del 10 dicembre 2021, Il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento del postulato Caroni 19.4092 sulle disparità di trattamento dirette tra donne e uomini nel diritto federale. Nel rapporto giunge alla conclusione che la maggior parte di queste disparità sono giuridicamente ammissibili in quanto fondate su un motivo giustificato. Alcune distinzioni ingiustificate saranno probabilmente eliminate nel prossimo futuro nel quadro di riforme legislative.

Il rapporto in adempimento del postulato si fonda su una perizia giuridica esterna che rileva le disparità di trattamento dirette nei nove volumi del diritto nazionale, ne constata le cause e valuta la loro ammissibilità. In accordo con lo studio, il Consiglio federale ritiene che la maggior parte delle disposizioni contenenti disparità di trattamento tra donne e uomini siano giustificate, o in base a differenze biologiche o funzionali o in considerazione dell’obiettivo di realizzare l’effettiva parità di genere.

Nel diritto federale i casi più frequenti di disparità di trattamento diretta tra donne e uomini si riscontrano nelle disposizioni relative alla gravidanza e alla maternità. Queste disposizioni sono giustificate da motivi di natura biologica connessi alla protezione della maternità e sono quindi conformi al principio di uguaglianza tra donne e uomini di cui all’articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale.

In sintonia con la perizia giuridica, il rapporto del Consiglio federale identifica anche alcune disparità di trattamento ingiustificate o molto controverse. In particolare sono attualmente molto discussi due temi oggetto di riforme in corso. Uno è il diritto delle assicurazioni sociali, che contiene una disparità di trattamento diretta nell’età pensionabile. Qualora la riforma «AVS 21» venisse adottata, in futuro questa disparità formale verrebbe abrogata.

La seconda distinzione attualmente controversa concerne il diritto penale: la definizione vigente di violenza carnale nel diritto penale in materia sessuale esclude gli uomini come vittime. Nella revisione in corso, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati propone di riformulare il concetto in modo neutrale rispetto al genere, al fine di eliminare questa disparità. Il Consiglio federale prenderà posizione in merito nel 2022.

Ulteriori disparità di trattamento dirette tra donne e uomini si riscontrano nell’ambito della difesa nazionale o nelle rendite per vedove e vedovi, e anche in questi casi si stanno compiendo sforzi per eliminarle. Ad esempio, si sta riesaminando il sistema delle rendite per superstiti nel suo complesso. Attualmente si stanno studiando anche diverse opzioni per il futuro dell’obbligo di prestare servizio militare. A questo proposito, il Consiglio federale si è detto disponibile a integrare nei propri lavori la questione di un’eventuale partecipazione obbligatoria delle donne alla giornata informativa dell’esercito.

Il diritto è in costante evoluzione e negli ultimi decenni sono intervenuti cambiamenti significativi, sebbene ancora insufficienti, a favore della parità tra donne e uomini. Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla realizzazione della parità di genere. La Strategia Parità 2030 ha l’obiettivo di garantire che nel diritto federale non vi siano più disposizioni che possano comportare una discriminazione tra i sessi. L’attuazione del postulato Caroni 19.4092 corrisponde quindi a una misura prioritaria della strategia. Oltre a stabilire l’uguaglianza giuridica, la Strategia Parità 2030 si concentra in particolare sulla realizzazione dell’uguaglianza di fatto tra donne e uomini.

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