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Patto globale sui rifugiati: la Svizzera mantiene la parola data

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Patto globale sui rifugiati: la Svizzera mantiene la parola data.

Berna, 14.12.2021 – Il consigliere federale Ignazio Cassis ha aperto oggi in forma virtuale la Riunione degli alti responsabili concernente il Patto globale sui rifugiati. In questa occasione, ha messo l’accento sulle iniziative attuate dalla Svizzera per ottemperare agli impegni presi al Forum globale sui rifugiati del 2019. Organizzato dalla Svizzera e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), l’incontro intende fare il punto sulle azioni intraprese per sostenere maggiormente sia gli sfollati interni sia i Paesi che li ospitano. La stragrande maggioranza dei 26 milioni di profughi nel mondo vive in Paesi confinanti con zone di crisi.

Dalla Seconda guerra mondiale non c’erano mai state così tante persone costrette a vivere lontano dalle loro case a causa di violenze, repressioni o condizioni climatiche estreme. Nel suo discorso, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis ha invitato la comunità internazionale a offrire un sostegno concertato a favore dei profughi, assistendo al contempo i Paesi che li ospitano. «Utilizziamo la nostra conoscenza collettiva affinché l’umanità possa vivere in pace e in sicurezza», ha esortato il consigliere federale. La maggior parte dei Paesi ospitanti si trova spesso ad affrontare situazioni molto difficili, rese ancora più complesse dalle conseguenze della pandemia di COVID-19.

Promesse mantenute

La riunione di oggi mira a fare il punto sui progressi realizzati in relazione al Patto globale sui rifugiati approvato nel 2018. La Svizzera ha onorato i suoi impegni mettendo in atto una serie di azioni concrete. Ha cercato di facilitare l’accesso dei profughi a un’istruzione di qualità, per esempio istituendo a Ginevra il Global Hub for Education in Emergencies (EiE). Questa iniziativa ha l’obiettivo di mobilitare impegno e risorse finanziarie a favore dell’istruzione delle giovani generazioni in situazioni di sfollamento forzato. La Svizzera ha anche esteso il suo sostegno a favore dell’istruzione all’estero, sostenendo in particolare una scuola pakistana che accoglie profughi afghani.

Clima e innovazione

I cambiamenti climatici intensificano gli spostamenti di popolazioni in cerca di risorse come terre coltivabili e acqua potabile. All’avanguardia nell’innovazione, la Svizzera dispone di un know-how consolidato nello sviluppo di risposte tecnologiche a molteplici sfide, come la gestione sostenibile dell’acqua, lo sviluppo della rete idrico-fognaria o l’energia. «Per condividere il suo know-how, la Svizzera, in partenariato con l’ACNUR, ha appena lanciato il Geneva Technical Hub, un’iniziativa di punta in fatto di clima e innovazione», ha dichiarato il consigliere federale Ignazio Cassis.

Sostegno ai Paesi ospitanti

L’86 per cento degli sfollati interni trova rifugio in Paesi in via di sviluppo. La Svizzera sostiene le attività di reinsediamento condotte dall’ACNUR, soprattutto mettendo a disposizione esperte ed esperti, e assiste i Paesi interessati ad attuare un programma nazionale di reinsediamento.

Nell’incontro di oggi, Ignazio Cassis ha annunciato che il programma di reinsediamento 2022-2023, approvato nel maggio scorso dal Consiglio federale, prevede l’ammissione di 1600 profughi.

Link Consiglio Federale svizzero.