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Dall’autunno 2022 la Svizzera vieta il biossido di titanio come additivo alimentare

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Dall’autunno 2022 la Svizzera vieta il biossido di titanio come additivo alimentare.

Berna, 09.03.2022 – L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV vieta l’uso del biossido di titanio come additivo alimentare. Il divieto entrerà in vigore il 15 marzo 2022 con un periodo transitorio di sei mesi.

Nel gennaio 2022 l’Unione Europea (UE) ha vietato l’uso del biossido di titanio, noto anche come colorante E171, come additivo alimentare. L’USAV aveva annunciato che avrebbe recepito questo atto normativo nel diritto svizzero il prima possibile: «In questo modo garantiremo che i consumatori in Svizzera siano protetti come nell’UE. La misura uniformerà anche il commercio con l’UE», afferma Mark Stauber, responsabile del settore Igiene delle derrate alimentari dell’USAV.

L’USAV emana il divieto del biossido di titanio come additivo alimentare con la modifica dell’ordinanza sugli additivi, che entra in vigore il 15 marzo 2022 con un periodo transitorio di sei mesi. Fino al 15 settembre 2022 le derrate alimentari possono essere prodotte e commercializzate secondo il diritto previgente. Dopo tale data possono ancora essere vendute fino alla scadenza della loro durata di conservabilità. La decisione presa in Svizzera si basa sulla valutazione della decisione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Ragioni di sicurezza
Il biossido di titanio è utilizzato come additivo principalmente nei dolciumi e negli integratori alimentari e conferisce alle derrate alimentari un colore bianco.

A maggio 2021 l’EFSA è giunta alla conclusione che non si può escludere che particelle di biossido di titanio provochino danni al patrimonio genetico. Pertanto, questa sostanza non è più considerata sicura per l’uso come additivo alimentare e sulla base di queste nuove scoperte scientifiche, l’USAV ne vieta l’uso nelle derrate alimentari.

Insieme a questa modifica, l’USAV ha apportato adeguamenti tecnici ad altre quattro ordi-nanze, al fine di garantire che i consumatori svizzeri godano dello stesso livello di protezione di quelli dell’UE e di ridurre le barriere commerciali.

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