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La Svizzera rinnova il contributo al Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale

Svizzera Agroscope Gabriela Brandle

La Svizzera rinnova il proprio contributo al Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale CGIAR.

La Svizzera partecipa allo sviluppo di soluzioni innovative per sistemi alimentari più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici e per un’alimentazione di qualità disponibile e accessibile a tutti. In occasione della riunione del 13 aprile 2022 il Consiglio federale ha deciso di finanziare il Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale (CGIAR), con una somma di 54 milioni di franchi per il periodo 2022-2024.

Il cambiamento climatico, il degrado dei terreni e la perdita di biodiversità stanno influenzando in maniera sempre più massiccia la produzione agricola e l’approvvigionamento alimentare. La pandemia del COVID-19 ha ulteriormente aggravato questa situazione e gli sviluppi legati al conflitto in Ucraina mostrano chiaramente la vulnerabilità e l’interdipendenza delle catene di approvvigionamento alimentare globali.

Da metà febbraio, per esempio, il prezzo del grano sul mercato mondiale è più che raddoppiato e si profila una carenza di alcuni prodotti agricoli.

Di fronte a queste sfide, l’investimento nella ricerca sui sistemi alimentari è particolarmente rilevante. La Svizzera investe nella ricerca sui sistemi alimentari e contribuisce al lavoro del Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale (CGIAR).

Il CGIAR è un’associazione internazionale di centri di ricerca agronomica che lavora in oltre 80 Paesi ed è una delle quindici organizzazioni prioritarie della cooperazione multilaterale svizzera allo sviluppo. Ogni anno, in collaborazione con scienziati e piccole realtà agricole locali, sviluppa centinaia di soluzioni innovative destinate ad aiutare gli agricoltori e i consumatori più indigenti. Ai ricercatori dei quattro angoli del globo il Gruppo mette anche a disposizione banche genetiche delle principali piante coltivate.

Il partenariato della Svizzera con il CGIAR si traduce inoltre in progetti portati avanti con la collaborazione di vari istituti scientifici svizzeri, e ciò permette di dare nuovi impulsi all’eccellenza e all’innovazione nella ricerca agricola. I ricercatori e le ricercatrici del Politecnico federale di Zurigo (PFZ) e del CGIAR, per esempio, stanno lavorando su un sistema di economia circolare tra le città e le zone rurali che permetta agli agricoltori di accedere ai fertilizzanti organici prodotti dai rifiuti urbani. Questo permetterà loro di incrementare la produzione per le fasce della popolazione urbana più indigente risolvendo allo stesso tempo una parte dei problemi relativi ai servizi igienico-sanitari.

Uno studio scientifico del 2020 ha dimostrato che il ritorno sugli investimenti nella ricerca agricola è uno dei più elevati: ogni franco destinato alla ricerca del CGIAR si traduce in un beneficio dieci volte maggiore per i Paesi in via di sviluppo e i piccoli produttori. I risultati della ricerca del CGIAR possono rendere i sistemi alimentari più sostenibili e assicurare che milioni di persone – principalmente nei Paesi a basso reddito – abbiano un sostentamento sufficiente e possano godere di un’offerta alimentare ricca e diversificata.