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Esame dell’impatto di diverse sovvenzioni federali sulla biodiversità

Svizzera biodiversità

Esame dell’impatto di diverse sovvenzioni federali sulla biodiversità.

Berna, 03.06.2022 – La conservazione della biodiversità è un compito prioritario, poiché da essa dipende l’approvvigionamento di acqua pulita, ossigeno o cibo. Tuttavia, alcune sovvenzioni e incentivi finanziari possono in parte nuocere alla biodiversità. Nella sua seduta del 3 giugno 2022, il Consiglio federale ha incaricato l’Amministrazione federale di valutare l’impatto sulla biodiversità di otto strumenti relativi all’agricoltura, alla selvicoltura e alla promozione economica.

La Confederazione finanzia numerose misure contro la perdita di biodiversità. Tuttavia, altre sovvenzioni producono l’effetto opposto e danneggiano direttamente o indirettamente l’ambiente. Con l’adozione della Convenzione sulla diversità biologica (CDB), la Svizzera si è impegnata a eliminare o rivedere le sovvenzioni che pregiudicano la biodiversità.

Il Consiglio federale ha inserito questo obiettivo nella Strategia Biodiversità Svizzera e ha chiesto al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di valutare l’impatto delle sovvenzioni federali e di altri incentivi sulla biodiversità. Nella sua seduta del 3 giugno 2022 ha preso atto dello studio preliminare sulla questione.

Esaminati contributi e aiuti finanziari

Lo studio individua otto strumenti che meritano un’analisi approfondita. Due di essi sono sotto la responsabilità del DATEC e riguardano il settore forestale: l’accordo programmatico «Bosco» e il credito d’investimento forestale.

Gli altri sei strumenti sono di competenza del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Si tratta dei diritti di dogana e dei contingenti su alcuni prodotti a base di carne, dei contributi alla sicurezza dell’approvvigionamento, dei contributi ai miglioramenti strutturali nel settore agricolo come pure del sostegno alla promozione delle vendite di latte, carne e uova. A questi si aggiungono i prestiti per le infrastrutture turistiche o industriali concessi nel quadro della nuova politica regionale (NPR) nonché il rimborso della tassa sugli oli minerali per i veicoli utilizzati nel settore agricolo, forestale e turistico.

I due dipartimenti federali coinvolti devono ora esaminare le possibilità di riforma e presentare delle proposte al Consiglio federale entro fine 2024.

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