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Coronavirus - Covid19

Covid-19: grande partecipazione degli studi medici alla campagna vaccinale nel 2021

Coronavirus SARS-CoV-2

Grande partecipazione degli studi medici alla campagna vaccinale nel 2021.

Studi medici nel 2021: impatto della pandemia di COVID-19.

05.07.2022 – Nel 2021, per il secondo anno consecutivo, l’attività degli studi medici ha risentito della pandemia di COVID-19. Nonostante un miglioramento della situazione rispetto al 2020, due studi medici su cinque hanno osservato una riduzione dell’attività e uno su cinque ha dovuto ricorrere al lavoro ridotto. Tre studi medici con un’offerta di medicina di base su cinque hanno partecipato alla campagna vaccinale avviata a fine 2020. Questi sono alcuni dei risultati dell’ultima rilevazione dei dati strutturali degli studi medici e dei centri ambulatoriali realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Tra novembre 2020 e ottobre 2021 la pandemia di COVID-19 e le misure adottate per farvi fronte (quarantene, isolamenti, piani di protezione ecc.) hanno continuato a influenzare le attività economiche in Svizzera. In questo contesto, il 42% degli studi medici e dei centri ambulatoriali ha registrato un calo dell’attività: la loro capacità di presa in carico (numero di pazienti al giorno) era inferiore a quella precedente la pandemia. Nel complesso, tuttavia, la situazione è notevolmente migliorata rispetto al periodo da marzo a ottobre del 2020, quando soltanto uno studio medico su dieci aveva potuto mantenere il proprio livello di attività.

Situazioni variabili a seconda delle attività

Nei 12 mesi tra novembre 2020 e ottobre 2021, il 61% degli studi medici con un’offerta di servizi chirurgici ha registrato un’attività inferiore a quella prepandemica. Negli altri settori, come quello della medicina di base o della ginecologia, a trovarsi nella stessa situazione è stata una quota di studi medici compresa tra il 41 e il 50%. La psichiatria costituisce un’eccezione: solo il 26% degli studi ha registrato un calo dell’attività. Sono inoltre state osservate differenze regionali: mentre nella Svizzera orientale ha subito una riduzione dell’attività solo il 33% degli studi medici, nella Regione del Lemano e in Ticino questa percentuale ha raggiunto il 47%.

Ricorso al lavoro ridotto ancora frequente

Tra novembre 2020 e ottobre 2021, il 20% degli studi medici ha fatto ricorso al lavoro ridotto (2020: 35%). I medici indipendenti ad aver beneficiato di indennità per perdita di guadagno (casi di rigore) sono stati il 6% (2020: 7%). Il ricorso al lavoro ridotto o alle indennità per casi di rigore è risultato più frequente tra i chirurghi indipendenti (37%) e meno frequente tra gli psichiatri indipendenti (7%). Nella Svizzera orientale, ad aver beneficiato di almeno una di queste misure è stato il 17% dei medici indipendenti, a prescindere dal settore di attività. La percentuale di medici indipendenti beneficiari nel Cantone di Zurigo e nelle altre Grandi Regioni è stata rispettivamente del 22 e del 25%.

Studi medici di base molto impegnati nella vaccinazione

La campagna vaccinale contro la COVID-19 è iniziata a fine 2020. Tra dicembre 2020 e ottobre 2021 il 56% degli studi medici con un’offerta di medicina di base vi hanno contribuito attivamente, mobilitando medici e personale non medico. Il 55% degli studi medici ha effettuato la vaccinazione soltanto nei propri locali, il 32% sia internamente che esternamente e il 13% unicamente all’esterno, ad esempio in centri di vaccinazione.

Il coinvolgimento è dipeso dalle strategie cantonali

I Cantoni, cui spettava organizzare la vaccinazione sul loro territorio, hanno coinvolto gli studi medici in varia misura. Mentre nei Cantoni di Basilea Città e Neuchâtel a contribuire alla vaccinazione è stato meno del 15% degli studi con un’offerta di medicina di base, nei Cantoni del Vallese, di Svitto e di San Gallo questa percentuale superava il 70%. Per il 62% degli studi medici la partecipazione alla vaccinazione è iniziata tra dicembre 2020 e marzo 2021. Nel mese di ottobre del 2021, più del 50% degli studi medici somministrava ancora vaccini. La durata mediana della partecipazione alla campagna è stata di sei mesi.

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