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Rischi nucleari: a New York, il presidente della Confederazione Cassis chiede misure concrete

Consigliere Federale Ignazio Cassis

Rischi legati alle armi nucleari: a New York, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis chiede delle misure concrete.

Berna, 02.08.2022 – Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha partecipato alla conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare, il 2 agosto 2022 a New York. Nel suo discorso, Cassis ha sottolineato come le minacce della Russia di ricorrere alle armi nucleari abbiano evidenziato l’esigenza di prendere un insieme di misure per contenere i rischi in questo ambito. I recenti sviluppi in Ucraina hanno dimostrato che, in una situazione di conflitto, è necessario proteggere le strutture nucleari. L’impegno della Svizzera mira a garantire la sicurezza nucleare per la comunità globale e a dare nuovo impulso al disarmo nucleare. La conferenza proseguirà fino al 26 agosto.

«La Svizzera desidera un mondo senza armi nucleari», ha dichiarato il presidente della Confederazione Ignazio Cassis il 2 agosto 2022 alla conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) a New York, a cui hanno partecipato i 191 Stati firmatari. «Le conseguenze dell’uso di armi nucleari sarebbero catastrofiche», ha aggiunto. Il presidente della Confederazione ha ricordato che qualsiasi impiego di armi nucleari romperebbe il tabù nucleare che dura dai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, 75 anni fa e incrementerebbe il rischio di una nuova escalation nucleare. Per questo motivo, la Svizzera intende far progredire il processo nell’ambito del disarmo nucleare, ora in stallo. Ignazio Cassis ha chiesto alla conferenza di lanciare un segnale affinché le armi nucleari non vengano mai più utilizzate: «Dobbiamo ridurre il ruolo delle armi nucleari e ridurre la probabilità di un incidente nucleare o di un ricorso alle armi nucleari a causa di un’incomprensione. Alle parole devono seguire azioni concrete per evitare disastri umanitari ed ecologici.»

Pacchetto di misure contro i rischi legati alle armi nucleari

Nel periodo precedente la conferenza, la Svizzera è stata tra i principali promotori di un pacchetto di misure sostenuto da circa 30 Stati per ridurre i rischi nucleari e rendere il mondo più resiliente in tempi di crisi. Il pacchetto include canali di comunicazione di crisi, per esempio apposite «hotline», al fine di evitare escalation involontarie.

La Svizzera attribuisce un ruolo centrale al disarmo nucleare e all’arresto della proliferazione nucleare, in quanto la pace e la sicurezza sono priorità della sua politica estera. Intende assumere il ruolo di costruttore di ponti e trovare soluzioni praticabili e un dialogo costruttivo. In questo modo, contribuisce a una maggiore sicurezza a livello mondiale. Si impegna a garantire che il rispetto del diritto umanitario internazionale abbia la precedenza sul potere politico o militare.

Sicurezza degli impianti nucleari nelle regioni di conflitto

Al presidente della Confederazione sta particolarmente a cuore la sicurezza degli impianti nucleari per uso civile nelle regioni di conflitto. L’aggressione russa all’Ucraina ha mostrato i pericoli derivanti da tali strutture. Insieme all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e ad altri Stati, la Svizzera si adopera per il riconoscimento delle regole di sicurezza fondamentali. Queste regole devono essere rispettate in ogni situazione – compresi i conflitti violenti – per prevenire le conseguenze catastrofiche degli incidenti nucleari. Lo hanno ribadito il presidente Ignazio Cassis e il direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi in un evento congiunto a margine della conferenza.

Volontà politica di rispettare la norma di non proliferazione

La Svizzera vuole assicurarsi che il TNP sia efficace e possa raggiungere i suoi obiettivi. «Dobbiamo affrontare le sfide regionali e, ad esempio, condannare lo sviluppo continuo del programma nucleare della Repubblica Democratica Popolare di Corea, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Abbiamo anche bisogno di un ritorno immediato al Piano d’azione congiunto globale da parte di tutte le sue parti. E dobbiamo sostenere il sistema di salvaguardie dell’AIEA, che è la spina dorsale del regime di non proliferazione nucleare», ha dichiarato il presidente della Confederazione a New York.

Trattato sulla proibizione delle armi nucleari: la Svizzera rivaluta la sua posizione

L’esito della conferenza di revisione in corso a New York è un fattore importante per la rivalutazione della posizione della Svizzera in merito al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW). Mentre il TNP impedisce una corsa agli armamenti globale senza limitare l’uso pacifico dell’atomo, la TPNW proibisce lo sviluppo, la sperimentazione, la produzione, il trasferimento, il possesso, l’uso e la minaccia di uso di armi nucleari.

La Svizzera non è membro di questo trattato aggiuntivo, che è entrato in vigore nel 2021. Per il momento ne segue l’evoluzione in qualità di Stato osservatore. Per la Svizzera sussitono infatti ancora dubbi sull’efficacia del TPNW, in quanto il trattato è stato negoziato senza le potenze nucleari ed è sostenuto unicamente da una parte della comunità internazionale.

Ad esempio nell’UE solo tre Stati sono membri del TPNW. Sarebbe controproducente se il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), strumento per il disarmo nucleare universalmente riconosciuto, venisse appesantito dal TPNW. A maggior ragione, a New York la Svizzera si adopera affinché l’esito della conferenza di revisione del TNP contribuisca a un’interazione positiva tra i due trattati. Entrambi i trattati perseguono lo stesso obiettivo: realizzare un mondo senza armi nucleari.

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