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Ambiente

La prima analisi nazionale dello stato delle acque svizzere mostra progressi e lacune

Svizzera Paolo Centofanti

Confederazione svizzera: la prima analisi nazionale dello stato delle acque mostra progressi e lacune.

Berna, 23.08.2022 – La protezione delle acque concede loro più spazio, ne rende più naturale i deflussi, interconnette gli habitat di piante e animali e riduce l’inquinamento. Le misure adottate negli ultimi decenni sono efficaci a livello locale. Tuttavia, per garantire che la biodiversità nelle acque non continui a regredire e le acque resistano ai cambiamenti climatici occorrono ancora sforzi notevoli. Inoltre, bisogna garantire che le acque sotterranee continuino a fornire anche in futuro acqua potabile di elevata qualità. È questa la conclusione della prima analisi a livello nazionale pubblicata oggi dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) nel rapporto «Gewässer in der Schweiz – Zustand und Massnahmen» (disponibile in tedesco e francese).

Il sistema idrico della Svizzera è costituito da un insieme di laghi, torrenti e fiumi e dalle acque sotterranee. Per la prima volta questo sistema è stato oggetto di una valutazione integrale. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha analizzato i risultati dei programmi di monitoraggio nazionali, delle indagini cantonali e degli studi scientifici e li ha riassunti in un rapporto globale, il quale illustra i successi raggiunti, ma anche le lacune dello stato delle acque in Svizzera.

Depurazione delle acque di scarico e rinaturazione: investimenti efficaci a livello locale

Il rapporto sulle acque mostra che negli ultimi decenni la qualità dell’acqua di laghi e fiumi è migliorata in determinati ambiti: in seguito agli elevati investimenti nello smaltimento delle acque urbane e nei sistemi di depurazione solo una piccola parte degli inquinanti degli insediamenti è ormai rilasciata nelle acque di laghi e fiumi. Le concentrazioni di fosforo nei laghi sono quindi in calo sin dagli anni Ottanta del secolo scorso e si può fare il bagno senza alcun timore praticamente ovunque. Per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua, dal 2016 alcuni impianti di depurazione delle acque selezionati sono stati potenziati con una fase di trattamento supplementare volta a ridurre i microinquinanti, ad esempio dovuti a farmaci o alle acque di scarico.

Dal 2011, la legge sulla protezione delle acque postula fiumi, torrenti e laghi più naturali. Questi vengono pertanto rivitalizzati, ovvero viene incrementato lo spazio che possono occupare e vengono rimosse le opere di sistemazione idraulica. Si riducono inoltre gli effetti negativi dell’utilizzo della forza idrica mitigando le variazioni artificiali del deflusso e dotando le dighe delle centrali elettriche di strutture volte ad agevolare la migrazione dei pesci. Secondo il rapporto sulle acque, le misure stanno avendo successo a livello locale. Per riportare l’intero sistema idrico al suo stato naturale occorrono tuttavia sforzi supplementari. Fiumi, torrenti e laghi svolgono infatti un ruolo centrale anche per la conservazione della biodiversità.

Microinquinanti e nutrienti si ripercuotono sulle acque

Benché la qualità dell’acqua sia migliorata in alcune ambiti, spesso non soddisfa i requisiti minimi stabiliti dalla legge. Secondo il rapporto sulle acque, i pesticidi provenienti dall’agricoltura e i farmaci diffusi nelle acque di scarico urbane incidono sulla qualità di molti corsi e specchi d’acqua dell’Altopiano e delle pianure vallive. Le acque sotterranee sono ampiamente inquinate da nitrati e dai prodotti di degradazione dei pesticidi. Pertanto, vi sono luoghi in cui il loro utilizzo come acqua potabile è possibile solo in misura limitata. Secondo la legge federale sulla riduzione dei rischi associati all’impiego di pesticidi, approvata dal Parlamento nel marzo 2021, i rischi per le acque superficiali e l’inquinamento dell’acqua potabile derivante dall’impiego di pesticidi devono essere ridotti del 50 per cento entro il 2027.

Alcuni laghi e corsi d’acqua hanno tuttora un tenore eccessivo di fosforo e di azoto. Di conseguenza, il tenore di ossigeno in alcuni laghi è decisamente troppo basso e porta alla morte di pesci e piante. Inoltre, i fiumi svizzeri trasportano una quantità eccessiva di azoto che viene riversata in mare. Nel 2021, il Parlamento ha quindi incaricato la Confederazione di garantire che gli impianti di depurazione delle acque rimuovano in futuro ancora più azoto dalle acque di scarico.

Il cambiamento climatico aumenta la pressione sulle acque

Anche il cambiamento climatico ha un impatto significativo: nel Reno, presso Basilea, la temperatura media è aumentata, ad esempio, di oltre 2 °C dagli anni Sessanta del secolo scorso. Di conseguenza, le piante e gli animali amanti del freddo, come la trota fario, diventano più rari. Si stanno invece diffondendo animali e piante meno esigenti e specie esotiche, come le cozze invasive. Questo andamento aggrava la situazione di molti corsi e specchi d’acqua dell’Altopiano, che offrono ormai solo pochi habitat per una flora e una fauna diversificate. Il forte deterioramento delle acque si riflette anche nelle Liste rosse. Oltre il 50 per cento di tutte le specie che vivono nei corsi e specchi d’acqua e nelle loro immediate vicinanze sono minacciate o già estinte.

Gli scenari idrologici pubblicati dall’UFAM nel 2021 (Hydro-CH2018) mostrano che i cambiamenti climatici modificheranno la disponibilità delle risorse idriche. Occorre adeguare la gestione delle acque. Nel maggio 2022, il Consiglio federale ha quindi incaricato gli uffici federali competenti di istituire un sistema nazionale di rilevamento precoce e di allerta della siccità. Tale sistema deve contribuire all’adozione di misure tempestive appena si manifesta una situazione di siccità. L’obiettivo è quello di prevenire un forte impatto negativo sull’ambiente e l’economia.

Attuare misure per le acque allo stato seminaturale

Le acque allo stato seminaturale resistono meglio ai cambiamenti climatici e possono autorigenerarsi. Occorre pertanto assicurare la continuità delle misure intraprese per rendere più naturale il sistema idrografico. I corsi e specchi d’acqua potranno così svolgere anche in futuro i loro compiti di fornitori di acqua potabile, di habitat per flora e fauna diversificati e di aree ricreative.

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Cortesia Paolo Centofanti, direttore SRM – Science and Religion in Media, direttore Fede e Ragione.