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Ambiente

Energia: il Consiglio federale discute dei prezzi elevati

Il Consiglio federale discute dei prezzi elevati dell’energia.

Berna, 31.08.2022 – L’aumento dei costi energetici ha fatto salire l’inflazione a un livello insolitamente alto in Svizzera. Il 24 e il 31 agosto 2022 il Consiglio federale ha discusso degli effetti causati dall’inflazione e dai prezzi dell’energia e sta seguendo attentamente la situazione. Al momento, tuttavia, non vede la necessità di mettere in atto misure immediate per attenuarne l’aumento. Stando alle previsioni l’anno prossimo l’inflazione scenderà di nuovo. Il Consiglio federale continua a monitorare gli sviluppi sui mercati dell’energia e le relative conseguenze per i nuclei familiari e l’economia; durante l’autunno 2022 si occuperà poi di svolgere una nuova valutazione della situazione.

A luglio 2022 l’inflazione misurata dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) era del 3,4 per cento , raggiungendo il livello più alto in oltre vent’anni. I redditi bassi, però, non sono stati finora maggiormente colpiti rispetto a quelli medio-alti, complice anche la loro struttura di spesa. Secondo le previsioni di diversi istituti, la percentuale per tutto il 2022 dovrebbe attestarsi tra il 2,5 e il 3 per cento. Per il prossimo anno, però, si ipotizza un calo per la Svizzera dove, rispetto ai Paesi circostanti, il rincaro è moderato. Nell’eurozona, l’inflazione a luglio 2022 era dell’8,9 per cento, oltre cinque punti percentuali in più rispetto alla Svizzera.

L’economia continua ad avere un buono sviluppo. La ripresa economica dopo la revoca delle misure di contenimento del coronavirus è proseguita fino a poco tempo fa, seppur non come previsto prima della guerra in Ucraina. Anche la situazione del mercato del lavoro è molto buona: il tasso di disoccupazione destagionalizzato era del 2,2 per cento a luglio 2022, valore molto basso anche in un confronto pluriennale.

Il Consiglio federale ritiene che gli aumenti dei prezzi finora registrati siano ancora accettabili per le famiglie. Quest’autunno si pronuncerà sull’adeguamento delle rendite ordinarie AVS e AI a decorrere dal 1° gennaio 2023 e in quest’ambito potrà anche procedere ad adeguamenti delle prestazioni complementari. Per questi motivi il Consiglio federale non vede al momento alcuna necessità urgente di intervenire oltre le misure già esistenti, né dal punto di vista della politica economica né da quello della politica sociale.

L’incertezza, tuttavia, permane e pertanto il Consiglio federale ha incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale «Prezzi dell’energia» di valutare nuovamente la necessità di intervenire, tenendo conto del futuro andamento dei prezzi e dei salari. Il gruppo di lavoro riferirà al Consiglio federale in ottobre.

Inoltre, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di modificare l’ordinanza sul CO2 in modo che, in caso di conversione degli impianti bicombustibili all’olio da riscaldamento, il surplus di emissioni possa essere temporaneamente esentato dal monitoraggio del cosiddetto «impegno di riduzione».

A lungo termine, la perdita di potere d’acquisto dovuta ai prezzi elevati dell’energia potrà essere compensata se i nuclei familiari e le aziende riusciranno ad aumentare la loro efficienza energetica o se quest’ultime otterranno aumenti della produttività in altri modi. In questo senso, il Consiglio federale sostiene imprese e famiglie e promuove, nell’ambito della sua politica energetica, il passaggio alle energie rinnovabili e lo sfruttamento del potenziale di efficienza energetica. Infine, come indicato nell’analisi globale «Rafforzamento della piazza economica svizzera» del 16 febbraio 2022, il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente le condizioni quadro economiche.

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