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Trovati esplosivi alla dogana di Thayngen: il Ministero pubblico della Confederazione promuove l’accusa

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Trovati esplosivi alla dogana di Thayngen: il Ministero pubblico della Confederazione promuove l’accusa.

Berna, 22.08.2022 – Il 3 novembre 2021 un camionista che dai Paesi Bassi entrava in Svizzera passando per la Germania è stato fermato e controllato alla dogana di Thayngen. All’interno del camion sono stati scoperti, oltre a vari oggetti sospetti, quattro pacchi contenenti un totale di circa due chili di esplosivi. Il camionista di 51 anni è stato arrestato e messo in carcere preventivo. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha promosso l’accusa contro di lui dinanzi al Tribunale penale federale in particolare per trasporto di materie esplosive e violazione della legge federale sugli esplosivi.

Il MPC ha promosso l’accusa dinanzi al Tribunale penale federale contro il cittadino olandese con domicilio nei Paesi Bassi per i seguenti reati: fabbricazione, occultamento e trasporto di materie esplosive o gas velenosi (art. 226 cpv. 2 del Codice penale svizzero [CP]), violazione della legge federale sugli esplosivi (art. 37 seg. della legge federale sugli esplosivi) e violazione della legge federale sulla circolazione stradale (art. 96 seg. della legge federale sulla circolazione stradale).

Trasporto di materiale esplosivo

Oltre a circa due chili di esplosivi, l’imputato trasportava anche i seguenti oggetti:

  • un piede di porco, un martello, una mazza da fabbro e due troncabulloni
  • dei passamontagna
  • quattro taniche di plastica da 25 litri ognuna contenenti benzina
  • un paio di targhe di auto contraffatte
  • uno scatto remoto, profili a U di metallo, lastre di metallo e barre di metallo
  • un fuoco a mano della marca «Albatros»

Secondo l’accusa l’imputato aveva l’obiettivo di consegnare gli esplosivi e gli altri oggetti menzionati a sconosciuti in Svizzera. Il MPC gli contesta di aver saputo che i pacchi si trovavano in una borsa nel veicolo guidato da lui e che egli supponeva e quantomeno accettava che si trattasse di esplosivi. Inoltre avrebbe saputo o almeno presunto che gli esplosivi erano destinati a un uso delittuoso e che sarebbero stati usati con l’intento di commettere un ulteriore crimine o delitto. Vi è così il sospetto che gli oggetti trasportati sarebbero dovuti servire per far esplodere un bancomat.

Al momento delle indagini non sussistevano indizi di azioni di stampo terroristico; questo vale ancora oggi.Violazione della legge federale sugli esplosivi
Esplosivi e pezzi pirotecnici come il fuoco a mano riportato nell’elenco non possono essere importati in Svizzera o possono esserlo soltanto con un’autorizzazione ufficiale. L’imputato non possedeva tale autorizzazione. Secondo l’accusa, trasportando gli esplosivi ha anche contravvenuto alle disposizioni di protezione e sicurezza in vigore.

Violazione della legge federale sulla circolazione stradale

È stato altresì constatato che il veicolo guidato dall’imputato risultava rubato nei Paesi Bassi. Poiché guidava il veicolo senza licenza di circolazione e senza assicurazione di responsabilità civile ed è emerso che la targa posta sul veicolo era contraffatta, il MPC ha accusato il cittadino olandese anche di ripetuta violazione della legge federale sulla circolazione stradale.

Svolgimento del procedimento

Il corrispondente procedimento è stato condotto dal MPC, poiché ai sensi degli articoli 224–226ter CP è competente per i reati concernenti esplosivi. Il procedimento ha potuto avanzare ed essere rapidamente concluso anche grazie alla buona collaborazione nazionale e internazionale, e questo nonostante certi atti d’indagine come, ad esempio, una perquisizione a casa dell’imputato nei Paesi Bassi abbia dovuto essere eseguita chiedendo l’assistenza giudiziaria internazionale, cosa che per il procedimento rappresenta un maggiore dispendio di tempo. Il MPC ringrazia in particolare il Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (L’UDSC), la polizia cantonale di Sciaffusa, fedpol e le autorità olandese competenti per la buona collaborazione in questo contesto.

L’imputato si trova in carcere preventivo dal suo arresto il 3 novembre 2021. Con il deposito dell’atto di accusa il MPC ha proposto inoltre al competente giudice dei provvedimenti coercitivi la carcerazione di sicurezza dell’imputato.

Con il deposito dell’atto di accusa la responsabilità per l’ulteriore informazione dei media passa al Tribunale penale federale di Bellinzona; questo vale anche per la situazione di carcerazione dell’imputato. Come è d’uso, il MPC renderà note le proposte di sanzione in occasione del dibattimento. Fino alla decisione passata in giudicato vale la presunzione d’innocenza.

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