Cultura, arte, economia, scienza, ambiente, religione, sport, salute

Istituzioni e Diritti

Politica di sicurezza: rafforzamento della cooperazione internazionale nel rispetto della neutralità

Svizzera stemma

Politica di sicurezza: rafforzamento della cooperazione internazionale nel rispetto della neutralità

Berna, 07.09.2022 – La guerra in Ucraina avrà ripercussioni a lungo termine sulla sicurezza dell’Europa e non solo. Il Consiglio federale vuole pertanto – nel rispetto della neutralità – orientare la politica di sicurezza e di difesa della Svizzera in modo più coerente rispetto al passato alla cooperazione internazionale. Si intende inoltre accelerare la modernizzazione delle capacità e dei mezzi dell’esercito. A questa conclusione giunge un rapporto complementare al Rapporto sulla politica di sicurezza 2021, adottato dal Consiglio federale nella sua seduta del dell’8 settembre 2022.

Con l’attacco militare all’Ucraina la Russia ha distrutto le basi per un ordinamento di pace in Europa fondato su regole. Il Consiglio federale ha pertanto voluto effettuare al più presto un’analisi della guerra e delle sue conseguenze e pubblicarla quale complemento al Rapporto sulla politica di sicurezza del 2021.

Cooperazione internazionale rafforzata per una maggiore sicurezza

La guerra in Ucraina ha confermato e concretizzato la crescente minaccia rappresentata dai conflitti ibridi, che includono la disinformazione e l’influenza, i ciberattacchi, le covert operations e anche il conflitto armato. Le forze armate europee saranno nuovamente più orientate alla dissuasione e alla difesa da un attacco militare e alla guerra convenzionale. La guerra ha anche generato una nuova dinamica nella cooperazione in materia di politica di sicurezza e di difesa.

Il rapporto giunge alla conclusione che è nell’interesse della Svizzera orientare la propria politica di sicurezza e di difesa alla cooperazione internazionale in modo più coerente rispetto al passato. Il rapporto illustra le possibilità di ampliamento della cooperazione in materia di politica di sicurezza e di difesa in Europa, in concreto: con la NATO e l’UE. Tali possibilità devono essere utilizzate, nel rispetto della neutralità, per rafforzare la propria capacità di difesa. Ciò include, ad esempio, una maggiore partecipazione a esercitazioni, un ampliamento della capacità di cooperazione militare a settori importanti per la difesa, un’intensificazione dello statuto di partenariato presso la NATO o una partecipazione dell’esercito a formazioni dell’UE quali l’EU Rapid Deployment Capacity (per operazioni di salvataggio, evacuazione e stabilizzazione).

Colmare più rapidamente le lacune nelle capacità militari

Il rapporto si occupa inoltre degli insegnamenti militari tratti dalla guerra e delle conseguenze sullo sviluppo delle capacità dell’esercito. L’attuazione in corso dei rapporti di base sulla difesa aerea, sulle truppe di terra e sulle cibercapacità è stata oggetto di una verifica. Ne risulta che la pianificazione delle capacità procede come previsto, in particolare per quanto riguarda la capacità di condotta e la ciberdifesa, la mobilità, la protezione da attacchi aerei e l’appoggio di fuoco indiretto. Parallelamente alla cooperazione rafforzata si intende perciò accelerare la modernizzazione delle capacità e dei mezzi dell’esercito, integrando costantemente gli insegnamenti tratti dalla guerra. L’aumento delle risorse finanziarie per l’esercito consentirà di sviluppare competenze importanti e colmare lacune più rapidamente.

Vi sono lacune di capacità critiche nella difesa anticarro e nella capacità di resistenza, soprattutto riguardo alle scorte troppo esigue di munizioni. Per colmare tali lacune, il DDPS prevede, tra l’altro, di acquistare missili terra-terra ad ampia gittata e di chiedere, con il Programma d’armamento 2023, alcune centinaia di milioni di franchi per incrementare le scorte di munizioni e missili.

Informazioni per un’individuazione tempestiva, la protezione della popolazione e la gestione delle crisi

Il rapporto complementare fornisce inoltre informazioni su altri settori importanti per la politica di sicurezza. La guerra intensifica ad esempio la necessità di sviluppare ulteriormente le capacità di individuazione tempestiva e di anticipazione in materia di politica di sicurezza congiuntamente con diversi servizi della Confederazione. La guerra evidenzia anche il coinvolgimento della popolazione civile e quindi l’importanza della protezione della popolazione. La sua efficienza e l’orientamento a un conflitto armato devono essere migliorati, tra l’altro adeguando il profilo prestazionale e l’istruzione, predisponendo adeguati rifugi e impianti di protezione del servizio sanitario, sviluppando ulteriormente i sistemi di allarme e di informazione della popolazione nonché colmando lacune nella protezione NBC.

Studi esterni come base e secondo parere

Parallelamente al rapporto complementare, il DDPS ha incaricato il Center for Security Studies (CSS) del Politecnico federale di Zurigo di svolgere uno studio sulla cooperazione in materia di politica di sicurezza e di difesa della Svizzera in Europa. Tale analisi ha costituito la base per il rapporto complementare. Il DDPS ha inoltre incaricato l’ex ambasciatore svizzero Jean-Jacques de Dardel di effettuare un’analisi della cooperazione in materia di politica di sicurezza in Europa. L’analisi è servita al DDPS come secondo parere indipendente ed è stata a sua volta tenuta in considerazione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: