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La consigliera federale Keller-Sutter alla conferenza sulla migrazione a Sarajevo

Karin Keller Sutter

La consigliera federale Keller-Sutter alla conferenza sulla migrazione a Sarajevo.

Il 20 settembre 2022 la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha partecipato alla conferenza ministeriale “Second Sarajevo Migration Dialogue” a Sarajevo. Al centro dei colloqui la migrazione secondaria irregolare sulla rotta balcanica occidentale, che permane elevata. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione reciproca fra gli Stati balcanici occidentali e sostenerli nel rimpatrio e nella reintegrazione dei migranti nel loro Paese d’origine.

Alla conferenza di Sarajevo, ospitata da Selmo Cikotić, ministro bosniaco per la sicurezza, i rappresentanti dei Paesi europei e dell’UE hanno discusso come sostenere i Paesi balcanici occidentali nel rimpatrio e nella reintegrazione nel loro Paese di origine dei richiedenti l’asilo respinti. In base al partenariato in materia di migrazione, concluso nel 2009, la Svizzera sostiene la Bosnia e Erzegovina (BiH) in questo ambito già da parecchi anni, soprattutto per quanto riguarda il rafforzamento della struttura nazionale della migrazione, la creazione di sistemi nazionali di registrazione e di asilo nonché la lotta alla migrazione irregolare. Anche con la Serbia e il Kosovo, la Svizzera intrattiene un partenariato in materia di migrazione, un ulteriore partenariato con la Macedonia del Nord sta per essere concluso.

Misure contro la migrazione secondaria irregolare su diversi livelli

La consigliera federale Keller-Sutter ha sottolineato nel suo discorso introduttivo che il numero dei migranti irregolari aumenta fortemente, perché non necessitano, tra l’altro, di un visto per entrane in alcuni Stati balcanici occidentali. Aumentano soprattutto i cittadini tunisini e indiani che dalla Serbia, attraverso l’Ungheria, giungono in Austria. Alla conferenza, la consigliera federale Keller-Sutter ha osservato che nei primi sei mesi del 2022 il numero dei migranti fermati sulla rotta balcanica occidentale è quasi triplicato rispetto al 2021.

I partecipanti hanno concordato che la crescente migrazione secondaria presuppone una stretta collaborazione fra gli Stati balcanici occidentali e gli Stati Schengen. Le misure nazionali per la lotta alla migrazione secondaria sono efficaci solo in parte. Per questo motivo la Svizzera si impegna su diversi livelli, ad esempio sostenendo la conferenza sulla migrazione a Sarajevo o elabora con gli Stati limitrofi come l’Austria misure bilaterali per la lotta alla migrazione secondaria. A livello europeo, la Svizzera, d’intesa con gli altri Stati Schengen coinvolti, interviene presso la Commissione, affinché al prossimo incontro dei ministri dell’interno Schengen si discuta dell’assegnazione dei visti di alcuni Stati dei Balcani occidentali.

Incontro bilaterale fra Bosnia e Erzegovina e Turchia

La Consigliera federale ha approfittato della conferenza a Sarajevo anche per colloqui bilaterali. Keller-Sutter ha assicurato al suo omologo bosniaco Selmo Cikotić che continuerà a sostenere il suo Paese nei rimpatri. Si è intrattenuta anche con il ministro dell’interno turco Süleyman Soylu. In Turchia vivono attualmente milioni di migranti, provenienti soprattutto dalla Siria e dall’Afghanistan. Il dialogo si è concentrato sui rapporti bilaterali, l’impegno svizzero in Turchia e la collaborazione per i rimpatri. Per la prima volta la Consigliera federale ha incontrato il ministro dell’interno bulgaro Ivan Demerdzhiev.

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